domenica 25 agosto 2013

Vi siete mai sentite sottovuoto?
Come se il corpo si mettesse a galleggiare, per conto suo, dentro una specie di sacchetto. E fuori dal sacchetto tutto il mondo. I pensieri schizzano per conto loro, fanno giri assurdi, prendono a frullare forte fino a diventare un niente.

Erica, da un po' di tempo si sente così. E anch'io.

Particolare della foto di Alessandro Omiccioli esposta ad Another View Photo Festival di Tolentino (MC).

Erica è una delle due protagoniste dell'ottavo romanzo di Chiara Gamberale "Quattro etti d'amore, grazie". Un titolo che mi ha colpito, così come la frase nel retro-copertina: "Quanto pesa quello che siamo? E quello che non abbiamo?"

Ve lo siete mai chiesti? Io ultimamente faccio spesso riflessioni arzigogolate che in realtà non mi portano molto lontano. Spesso le soluzioni le trovo dentro ai libri. Ci sono libri che sono come risposte. Altri che ti scatenano una serie infinita di domande. Come questo. Che ti fanno fare un viaggio dentro di te. Il tutto condito con una buona dose di ironia.

Alla base di questo libro c'è una dicotomia. Anche se sembra brutto dirlo, il mondo sin da quando siamo bambini, di divide in due: quelli strani e quelli normali. E gli uni vorrebbero essere gli altri. Ciò che si invidiano reciprocamente è ciò che più temono: i tranquilli l'incertezza, gli strani la stabilità.

Erica e Tea incarnano questa contrapposizione. Una strana, l'altra solida. Il destino le fa incontrare al supermercato dove si sbirciano i carrelli. Quanto è esotica la ragazza che compra solo una bottiglia di vino e una di salsa di soia? E quanto deve essere felice quella che compra la farina, lo zucchero, il latte, le uova? L'una immagina la vita dell'altra. Si descrivono senza parlarsi mai. Senza conoscersi realmente.

Erica, mamma di due figli, moglie apparentemente felice. Lavora in banca part-time. A casa sforna dolci. Gioca con i figli. Va a fare la spesa. Ma si sente sottovuoto da qualche mese. Il sottovuoto svanisce solo quando chatta con un vecchio compagno delle superiori.

Particolare della foto di Marco Mezzanotte esposta ad Another View Photo Festival di Tolentino (MC).

Tea, attrice famosa grazie ad una serie di successo che sta spopolando in tv. E' sposata con un attore di teatro. Un quasi fallito, molto più grande di lei. Non fanno sesso da anni ma lui è l'unico che non le fa sentire la sensazione di vuoto dentro, che sin da bambina la spinge a rubare nelle borse degli altri. Da un anno frequenta un personal trainer simpaticissimo, che la ama e farebbe tutto per lei.

Particolare della foto di Matteo Rigamonti esposta ad Another View Photo Festival di Tolentino (MC).

Erica vorrebbe un barattolo della stranezza di Tea, della sua eccezionalità. Vorrebbe essere più disinibita, saper ballare, scendere al supermercato in pigiama, girare il tantissimo mondo che c'è. Mentre Tea vorrebbe una buona dose della sua stabilità. Vorrebbe cucinare torte, allevare bambini, avere un marito che la ami. Nessuna delle due è soddisfatta della propria vita. Entrambe percepiscono l'esistenza capitata come una dannazione mentre, forse, è l'unica adatta a loro. Forse.

In tutto questo, quanto conta il ruolo della famiglia d'origine? Erica (la "normale") ha una famiglia incasinata. Non ha avuto punti fermi e quindi ha cercato la stabilità che ora però sembra stargli stretta ma che, probabilmente, non cambierà mai. Tea (la "strana") ha una famiglia d'origine solida alle spalle. Ha una lunga carrellata di pranzi della domenica da ricordare, quelli che le facevano diventare il sangue colla. Per questo lei rifugge la stabilità.

Ed entrambe, forse, aspettano un angelo che arrivi a salvarle. La salvezza è la fuga, in entrambi i casi. Ma questa fuga avverrà veramente? Lo scoprirete solo leggendolo!

Particolare della foto di Alessandro Omiccioli esposta ad Another View Photo Festival di Tolentino (MC).

E voi? Da quale parte vi sentite?

domenica 11 agosto 2013

Hai mai visto una stella cadente? È uno spettacolo di pochi secondi che ti ammalia di magia perché, un desiderio impossibile si potrà avverare. Ieri, nella notte di San Lorenzo, una delle notti più stellate dell'anno, ho vissuto una serata magica sotto una coperta di stelle grazie all'escursione in notturna "Note di stelle cadenti" al Parco del Conero. Un evento, giunto alla sua decima edizione, all'insegna della natura, musica e scienza ideato da Forestalp in collaborazione con Parco del Conero e Riviera del Conero che si ripeterà anche questa sera e domani (11 e 12 agosto). Approfittatene! Qui il foto-racconto.


L'appuntamento è alle h21 al parcheggio sulla sommità del Monte Conero. La suggestione inizia prima di arrivare con un emozionante tramonto dal Parco del Conero e una meravigliosa luna che fa capolino…

Scende la notte... arriviamo a destinazione. Le iscrizioni sono aperte. La gente è tanta, ma l'organizzazione è ottima. Vengono formati tre gruppi accompagnati da tre guide nei boschi del Conero per arrivare poi al Pian di Raggetti, un altopiano sospeso tra cielo e mare ‪da cui si potrà godere di uno stupendo panorama su tutta la riviera. L'escursione ha inizio intorno alle h21.30. Dopo un primo tratto di strada asfaltata iniziano i sentieri nel bosco. Si tratta di uno dei sentieri più frequentati, è molto tranquillo, adatto anche per i bambini. Il percorso è di circa 45 minuti.


Dopo l'ultimo segnale nel bosco arriviamo a Pian di Raggetti. E qui, sdraiati sul prato ascolteremo musiche e canti e osserveremo le stelle.

La gente prende posto sdraiandosi con le coperte e i musicisti accordano gli strumenti.

Il concerto ha inizio. Ad allietare la nostra serata il Duo Fisa & Bass con Giacomo Rotatori alla fisarmonica e Roberto Bartoli al contrabbasso con le loro originalissime interpretazioni di musiche popolari russe e ungheresi.

Dopo un primo pezzo musicale si è passati all'osservazione delle stelle con un astronomo. Il cielo è stupendo e limpido. Abbiamo visto le costellazioni principali: il Grande Carro, il piccolo carro, la Stella Polare, la Costellazione del drago, Cassiopea, il Triangolo Estivo, il Cigno che vola nella Via Lattea.

Una curiosità: lo sapete che le stelle cadenti in realtà non sono stelle? Sono frammenti e granelli di comete, dei grossi corpi di roccia allungati ricoperti di giaccio. Le dimensioni dell'Everest trasferite nello spazio. Le comete che transitando nelle vicinanze del sole iniziano a sublimare in sostanze gassose. La coda della cometa è proprio quella che si sta trasformando in gas. Nel tracciato che fa nel corso del suo passaggio rimane dei granelli. La terra li intercetta e i residui vengono attratti all'interno dell'atmosfera. Diventano incandescenti e avviene una ionizzazione. Quando una meteora raggiunge la terra parliamo di "meteorite", quando è molto grande parliamo invece di "bolide". Il bolide crea un boato simile a quello dei jet supersonici.Dopo un'interessante spiegazione riprende la musica con sullo sfondo il magico scenario della Riviera del Conero.
Una serata davvero suggestiva che vi consiglio vivamente perché…"Le stelle cadenti ci ricordano ogni anno che c’è sempre qualcosa in cui sperare, c’è sempre qualcosa da desiderare. Ama, sogna, desidera e le stelle faranno da contorno alla tua luce."

Per informazioni e prenotazioni: Forestalp - Centro Visite del Parco del Conero - Tel. 071-93331879 - Via Peschiera 30/A Sirolo (AN)











sabato 3 agosto 2013

Grazie all'instawalk organizzato dalla community Instagramers Marche e il B&B La casa dei Nonni ho avuto la possibilità di scoprire Monteleone di Fermo, borgo medievale di circa 400 abitanti in provincia di Fermo, nelle Marche. Posto all'inizio del Parco dei Sibillini, può essere un buon punto di partenza per visitare i numerosi piccoli borghi che coronano il panorama collinare circostante.

Ho passato un meraviglioso weekend a contatto con la natura e conosciuto una famiglia, altrettanto meravigliosa, che ci ha accolti nella loro casa/B&B immersa nel verde.

Cosa vedere a Monteleone di Fermo?
Monteleone di Fermo fu costruita su preesistenze romane dai benedettini di Farfa e diviene comune nel Medioevo. Vanta ancora resti di mura castellane e il nucleo abitato presenta meravigliosi aspetti di sapore medioevale. Il nostro tour è iniziato dalla Torre ad esagono irregolare del XII secolo, elemento centrale dell'antico Castello. Passeggiando fra le viuzze sembra di tornare indietro nel tempo. A fianco della torre la casa degli artisti di Monteleone, ospitati gratuitamente per esprimere la loro arte.


Sulla sommità del paese rimarrete ammaliati da una splendida terrazza da cui ammirare un meraviglioso panorama: colline verdi e gialle che da Penna San Giovanni si snodano fino al mare Adriatico. Ho respirato a pieni polmoni e catturato con lo sguardo così tanta bellezza. 

Il borgo conserva testimonianze d'arte nella Chiesa di S.Marone (uno splendido crocifisso ligneo e due tavole Crivellesche) ed in quella della Madonna della Misericordia, poco fuori le mura, che abbiamo visitato. Eccola in tutto il suo splendore:
La chiesetta si trova lungo la strada che conduce a Servigliano.


La sua storia è molto affascinante. È stata costruita contro la peste del 1400 che ha colpito molto duramente le Marche. Non esisteva alcuna medicina che riuscisse a guarirla. L'unico rimedio si pensava fosse la fede. Nacquero così delle compagnie, definite "dei bianchi". Uomini che indossavano vesti di lino bianco con cappuccio che si recavano nei santuari mariani ad implorare la fine della pestilenza. Marinai provenienti da Oriente raccontavano che "se in una città, o terra o castello, si edificava in un solo giorno in onore della Beata Vergine Maria della Misericordia una chiesa lunga e larga tre passi, in quella terra il contagio sarebbe cessato". Secondo la leggenda questa chiesetta è stata costruita  proprio in una sola notte. Per lo meno il sagrato, di forma cilindrica, che accoglie l'iconografia classica della Madonna della Misericordia con sotto il mantello la compagnia degli incappucciati. Al centro in basso è interessante da notare il paese di Monteleone com'era nel 1400.



La chiesetta internamente è decorata dal ciclo pittorico più esteso del territorio fermano. Il grande affresco del Giudizio Universale è firmato dall'artista fanese Orfeo Presutti ed è datato 1548. 

La tappa successiva della nostra passeggiata fotografica è stata la scoperta dei vulcanelli di fango, fenomeno che si può vedere lungo il corso dell'Ete Vivo nel territorio di Monteleone di Fermo.

I cinque vulcanelli di fango, individuati nel territorio comunale, si manifestano sotto forma di emissioni argillose grigio-azzurrognole, ad ognuno è stato dato un nome che lo identifica. Sono riconosciuti come patrimonio naturale dalla Comunità Europea e l’intera area è stata tutelata. Sono stati predisposti percorsi e pannelli didattici per le visite guidate (per info e visite guidate chiamare il Comune di Monteleone di Fermo, via Garibaldi 9 tel: 0734 773521 comune@monteleonedifermo.it).

Nella foto il vulcanello più importante, quello di Santa Maria in Paganico (nella strada che porta verso Grottazzolina) che nel 2009 coprì l’intero fianco della collina di fango. Oggi è recintato e ci si può camminare intorno grazie al sentiero che lo circonda. 


Sotto un vulcanello di fango situato nella strada verso Monteleone di Fermo. Questo si presenta allo stato liquido come un grosso bacino di fango che si alimenta sempre di nuovo materiale. Enea ne è rimasto affascinato.


L'ultima tappa è stata la più gustosa per il nostro palato. Il b&b La casa dei nonni ci ha stupito con effetti speciali. Appena arrivati ad attenderci c'era una splendida tavola imbandita con dolci, snack salati, frutta, bibite...tutto fatto a mano dalla dolcissima Sonia, super mamma dei bellissimi Lorenzo e Alice. Dal giardino si può godere di un panorama che ti riempie l'anima di bellezza. Fra le chiacchiere, le risa dei bimbi che giocavano felici, il cibo gustosissimo, la birra artigianale...ho passato una bellissima serata. Il tutto coronato da un meraviglioso tramonto...cosa desiderare di più?

Ma non è finita qui! I mitici Luigi e Sonia hanno avuto un'idea originalissima da proporre ai loro ospiti: una fantastica tenda con vista. Io l'ho subito soprannominata la "tenda dei sogni" perchè ti permette di dormire abbracciato ad una morbida coperta di stelle grazie al suo tettino trasparente...Guardate che meraviglia!

Come potete vedere si tratta di una tenda a doppio strato ed è la prima installata in Italia. Può ospitare due adulti e un bambino. Qui potete vedere le sue dimensioni. I bimbi si sono divertiti a testarla. 
E anch'io... :)
La tenda è inoltre fornita di un bagnetto chimico super chic, dotato di tutti i comfort. Guardate che meraviglia!La mattina al risveglio potrete gustarvi l'alba di un nuovo giorno immersi fra le dolci colline. E poi fare una ricca e abbondante colazione nella cucina messa a disposizione dal B&B

Ho passato davvero un meraviglioso weekend, conosciuto nuovi amici e scoperto posti nuovi della mia fantastica regione, le Marche! E per concludere, davanti questo meraviglioso paesaggio, non poteva mancare #unsaltonellemarche energico e divertente! #unsaltonellemarche è un'iniziativa fotografica del Social Media Team della Regione Marche di cui faccio parte. Partecipare è semplice, basta fare un salto con sullo sfondo le Marche e postarlo sui social network con il tag #unsaltonellemarche. Se volete scoprire come partecipare cliccate qui




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