mercoledì 11 dicembre 2013

Lo storytelling del mio #BTO2013

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Dopo una settimana sono pronta a raccontare la mia esperienza al #BTO2013, la Borsa del Turismo Online che si è svolta a Firenze il 3 e 4 dicembre 2013, dalla quale torno a casa con una valigia piena di idee, sogni, e tanta voglia di fare.



Innanzitutto cos'è BTO? Una due giorni che riunisce i maggiori attori nazionali e internazionali del turismo online. Una grande occasione di formazione e aggiornamento che quest'anno ho vissuto per la prima volta dopo aver seguito le altre via Twitter. (qui la tagboard di quest'anno)

Cosa ho fatto?

1) Ho vissuto due giornate intense, piene di chiacchiere, saluti, sorrisi, corse da un panel all'altro per non perdermi nemmeno un minuto dei numerosi incontri.

2) A darmi il benvenuto all'entrata il furgone Wolksvagen anni 70 che mi ha proiettata subito nello spirito del viaggio. Quello vero. Non la vacanza ma l'esperienza autentica. Quella che cercano i viaggiatori e non i turisti, concetto ormai superato.



3) Mi è piaciuta la disposizione moderna e minimale della fiera. Stand piccoli, ridotti all'essenziale: un banchetto e un pannello. Sono le persone che contano. Non a caso il claim dell'evento era "It's you" La persona al centro. Unici disappunti: la mancanza di un wi-fi funzionante e di tavolini per mangiare al bar.



4) Grazie a BTO ho avuto la conferma di quanto io ami il mio lavoro che è quello di raccontare una destinazione, una regione, una terra ancora poco conosciuta: le Marche insieme al Social Media Team Marche.

5) Ho ascoltato 10 panel. Ho visto una marea di gente interessata. Sale piene, tante persone sedute a terra, compresa io.

6) Le parole chiave del mio #bto2013 sono state storytelling, comunicazione visiva, destination marketing, e-mail marketing e turismo esperienziale. Ho dovuto scegliere purtroppo. Li avrei voluti seguire tutti. Dal primo all'ultimo.

7) Grazie a Mafe de Baggis, Paola Faravelli e Rocco Rossitto sono sempre più convinta che lo storytelling è una magia. E' una storia che cresce giorno dopo giorno. È un racconto quotidiano molteplice (con più voci e più punti di vista) e frammentato (qualcuno lo farà al posto mio in maniera spontanea se io non lo faccio).

Oggi, grazie alla tecnologia, possiamo viaggiare nelle storie stando seduti alla nostra scrivania, su una panchina di un parco, o stesi comodamente sul divano. Internet ha messo in relazione le persone. Ora dobbiamo sintonizzare i luoghi con le loro emozioni. Come? Cercando di lavorare sulle sensazioni e sui ricordi e non sulle informazioni e i dati (qui le slide dell'intervento di Mafe De Baggis)

8) Ho finalmente dato un volto alle persone che tutti i giorni leggo su twitter e sui blog. Alcune le ho viste ballare felici al concerto dei Good Vibrations al termine della prima giornata. Le avrei volute abbracciare per la loro spontaneità.



9) Ho appreso che le destinazioni non si raccontano più con le brochure ma con i mezzi sociali. E che per essere uno storyteller basta raccontare la storia della propria terra con sincerità e passione. Tutti noi lo siamo. Partendo magari dalle cose piccole, dai dettagli, dai posti che conosciamo solo noi come fa Paola Faravelli nel sul blog ILiguria in cui ci fa scoprire ogni giorno angoli sconosciuti della sua terra che è diventata anche un po' nostra seguendo i suoi racconti.

10) Ho capito che il territorio per essere bello non deve essere bello. I territori si somigliano tutti. La differenza sta negli occhi di chi li guarda. Ho capito che dobbiamo imparare ad essere i registi delle nostre storie e trovare un taglio particolare. Chi ci legge lo fa perché si ritrova con il nostro punta di vista. Ritrova un po' della sua vita nelle nostre storie. (qui le slide del panel di Paola Faravelli e Rocco Rossitto dal titolo "Storyteller is you")

11) Ho avuto la conferma che le immagini raccontano tantissimo e che oggi non è difficile fare belle foto ma è importante avere un punto di vista. Che ci contraddistingua. Che sia il nostro.

12) Ho trovato illuminante il panel sul futuro del destination marketing. Ho capito che sono le idee che contano e la Destination Card realizzata dalla Val Gardena è una grande idea, così come un trip planner all'interno di un sito di destinazione. Perché la persona è al centro e occorre seguirla in tutte le fasi: prima, durante e dopo il viaggio. E occorre conoscerla, chiedersi chi è. Quanti anni ha, da dove viene, quali sono le sue aspettative, i suoi valori, le sue abitudini di consumo. Conoscerla per adattare la nostra offerta a lui che spesso decide all'ultimo minuto perché va sempre di fretta. E che in 5 secondi decide se acquistare su quel sito oppure o no.

13) Ho capito che c'è sempre tanto da imparare e da migliorare. E che i puntini si uniscono unendo le persone. Facendo rete. Ho ascoltato tante case history interessanti nel corso dei panel condotti da Marianna Marcucci e Mirko Lalli. Ho percepito tanto entusiasmo, tanta voglia di sperimentare e di raccontarsi in modi nuovi.

14) Dall'esperienza del BTO di quest'anno è nata un' importante campagna: ITisMe. Lanciata da Roberta Milano è partita come una sorta di condivisione di souvenir d'Italia simbolica allo scopo di creare una rete di relazioni fra gli attori del turismo italiano online, di coloro che fanno le voci sui social network di Regioni, Province, Comuni, Associazioni. Ci siamo incontrati a BTO per la prima volta per supportare la Sardegna in un momento difficile ed ora non ci vogliamo fermare. Infatti dopo la Sardegna nasce il sostegno a #NBTW la notte bianca della cultura su Twitter del 13 dicembre (dalle h20 alle h2). Turismo e cultura siamo noi! (cit. @insopportabile)



PS: Alcune chicche del mio BTO che non voglio dimenticare:
15) Ho dormito in un albergo bellissimo ed economico, a 5 minuti dalla magnifica Piazza del Duomo di Firenze e ad altri 5 dalla Fiera. Grazie al mitico collega Andrea per la scelta.



16) Ho goduto del bel sole di due giornate limpidissime. Svegliarsi con una luce così bella è il più bel regalo che io possa ricevere d'inverno.

17) Ho camminato, dopo 12 anni, lungo il viale (quello che costeggia la Fortezza da Basso) dove è scoccato l'amore con il mio fidanzato. Firenze galeotta.

18) Ho gustato una cena buonissima fatta di chiacchiere, risate, condivisione e confronto con il team di colleghi gustando una meravigliosa pappa al pomodoro, fiorentina e patatine fritte al tartufo.



Grazie #bto2013! Grazie agli organizzatori per questa ricca, appagante e stimolante esperienza! Ci si rivede l'anno prossimo.








Foto di Andrea Rossetti, Ruth Mezzolani e Giorgia Barchi

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