sabato 18 maggio 2013

Enea alla scoperta dell'arte contemporanea

4 commenti:
 

Spesso mi chiedo se sia giusto portare Enea sempre con noi. La scorsa settimana ho avuto un grosso dubbio che si è dissipato nel giro di una notte.

Nel corso della giornata inaugurale di Jes!: un progetto sulla creatività giovanile presentato a Jesi, abbiamo visitato Palazzo Pianetti, dove sono state rappresentate performance di alcuni giovani artisti marchigiani.

Al secondo piano di questo splendido Palazzo vi è l'appartamento ottocentesco. Bellissimo e poco conosciuto, ospita le stanze di vita privata della famiglia Pianetti: sale, studioli, salotti, camere da letto, bagni decorati databili intorno alla fine del ‘700. Gli affreschi, dal gusto rococheggiante, hanno delle tinte forti: rosse, blu, rosa e sono molto affascinanti. In questi spazi, gli artisti hanno inscenato le loro performance, in un dialogo fra passato e futuro, pubblico e privato.


Il filo conduttore che ci ha accompagnati in questo viaggio è stato il mondo degli odori.

Tutto inizia con una scatola posta in un interstizio del muro. Un minuscolo forellino ci invita a sbirciarne il contenuto: aglio, fiori, stracci. Elementi e odori che ricorreranno nel percorso.

In fondo all'interstizio una giovane donna sta tagliando lentamente una cipolla. L'odore forte arriva fino a noi. La sua immagine è suggestiva, un quadro di ombre e luci. Enea viene subito catturato da quella strana figura, così come da quel minuscolo forellino che mi chiede di guardare più e più volte.



Proseguendo ci siamo ritrovati nella saletta privata di ricevimento della famiglia Pianetti. Un ambiente circolare con al centro un lettino bianco e una fantoccio a forma d'uomo tutto ricoperto di fiori e piante. Un odore forte, cimiteriale, pervade tutta la stanza.

Il protagonista dell'installazione vive in coma apparente, condizione clinica in cui è piombato dopo il suo primo scontro con la società. L'artista è Giulia Cutoloni e questo è il suo blog. Ai lati del lettino due poltrone nelle quali potersi sedere e leggere la storia di quest'uomo, dal titolo "Blaucoma" che potete trovare qui. Dalla sala circolare si accede al terrazzo dal quale è possibile ammirare il giardino, il "salotto naturale" del Palazzo.




Sempre dalla sala circolare si accede all'Alcova, la camera da letto dei coniugi Pianetti. Le mura affrescate di blu conferiscono alla stanza un sapore forte e deciso. Due colonne lambiscono il punto in cui è posto un tavolo. Vi è disteso un giovane uomo seminudo. Il suo corpo è segnato in tante parti come un animale da vivisezionare. Lui ha gli occhi chiusi. Respira piano. Come se stesse dormendo. Ai suoi piedi due grossi coltelli da cucina.

La sala è piena di gente ma l'uomo sembra non accorgersene. Lui è Massimo Chiariotti e la sua voce parla singolarmente a chi decide di ascoltarlo in cuffia. Enea è stupito da quella presenza. Cerchiamo di non soffermarci troppo per non spaventarlo.

Il percorso prosegue nell'ultima stanza, la toilette di famiglia: lo spazio più intimo e privato. E' un ambiente circolare lambito da stanze semiaperte dove è possibile sbirciare. In ognuna si può annusare un odore diverso. Sono gli stessi odori dell'inizio del percorso.

Soltanto in una è possibile entrare. E lì c'è una sorpresa ad attenderci: l'incontro diretto con la performer che destabilizza e provoca imbarazzo o paura. La porta si chiude dietro di noi che rimaniamo soli con lei. Io e Enea. Lei sorride. Si avvicina, si allontana, parla con gli occhi. Con il suo abito bianco si muove leggiadra. Mi abbasso per essere alla stessa altezza di Enea e non farlo spaventare. Le offriamo un fiore e lei lo recide con un paio di forbici. Enea rimane di sasso. Lei inizia a fischiare dal gambo del fiore reciso e infine impugna di nuovo le forbici e si taglia una ciocca di capelli che ci dona. Enea la rifiuta, la prendo io. Cucciolo ha avuto paura ma è voluto rientrare di nuovo, con il babbo. E questa volta la paura ha lasciato spazio all'esperienza. Ora si sente pronto ed accetta la ciocca di capelli che mi porge tutto contento all'uscita.



Ce ne andiamo stupefatti dalla bellezza del palazzo che sicuramente merita una visita più approfondita. E destabilizzati dall'ultima performance. L'arte ha fatto il suo effetto.

La mattina dopo Enea ci racconta di aver sognato la fata che si tagliava i capelli. E poi succede una cosa strana. Prende la macchina fotografica ed inizia a guardare nel mirino. "Mamma voglio fotografare le cose belle che vedo in casa" mi dice.

Proprio come la sera prima, incuriosito sbirciava nel buchino della scatola degli odori, ora guarda il mondo da quel mirino. E click…inizia a scattare.

Devo dire che questo ha dissipato tutti i miei dubbi. Sono stata contenta di averlo portato con noi.

"Che cos’è la creatività?…è la capacità di "vedere"…e di "rispondere" (Erich Fromm)
Enea ha risposto così:



4 commenti:

  1. Trovo che sia bello far scoprire l'arte ai bambini...anche se l'uomo disteso e' un po' inquietante. E' stato bello passare di qua. A presto.

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    1. Grazie per aver letto il mio post! E grazie per essere la prima "lovely readers". A presto :)

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  2. Alquanto elettrizzante il tuo modo di scrivere: mi piace l'incalzare delle parole che mi tengono col fiato sospeso fino alla fine di ogni capoverso. Vorrei esser passata anch' io di là. Avrei sgranato gli occhi proprio come il tuo piccolo, forse anch' io impaurita. A presto. Grazie per la condivisione dei tuoi pensieri.

    frompugliawithlove.blogspot.com

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    1. Grazie a te per avermi letta! Mi fa molto piacere ricevere questo tuo commento!

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